L'Arte dell'Intreccio

L'Arte dell'Intreccio

Vinci, Canne e Stramma

La popolazione di Vallemaio viveva un tempo in piena armonia con la natura, dalle cui materie prime ricavava con abili lavori manuali utensili ed oggetti necessari per la vita quotidiana.

Molto diffusa era l’arte dell’intreccio che veniva eseguita con i cosiddetti vinghi o vinci con i quali si realizzavano cesti per il trasporto delle vivande nei campi, funzionali a volte anche come box per bambini durante l’impegno delle donne in campagna, come contenitori di panni da lavare, cestini per la raccolta della frutta e dell’uva , “impagliatura” di contenitori in vetro quali bottiglie, bottiglioni o damigiane per il vino, cesti per la conservazione della frutta tagliata a pezzetti, fatta essiccare e infornata (cofine).

Assetto lavorativo di un intrecciatore
Dettaglio di cesto in costruzione
Una copertura in vinci per damigiana
Cesto di vinci (Cofina)
Cesti su misura con maniglie di trasporto per bottiglie e boccioni di varie grandezze

Le stesse tecniche erano utilizzate con le canne per impagliatura di contenitori per vino, per contenitori di conservazione del grano chiamati in gergo locale “Campracanne”, per essicazione del formaggio (“Rata“) e con la stramma per la realizzazione di scope, di corde, di contenimento di materiali e “sporte” per il trasporto dello stabbio con animali da soma.

"Campracanna" tradizionale
"Rata" in canne per l'essiccatura del formaggio

La stramma è una specie mediterranea originaria delle montagne dell’Atlante Algerino, si ritrova in maniera diffusa sulla nostra penisola-Viene indicata con il nome di Stramma Ampelodesmos mauritanica, o con quello generico di “sporto” o “tagliamani” a causa delle foglie taglienti che possono causare tagli alle mani se prese per il verso sbagliato. È un’erbacea appartenente al genere delle graminacee, ha le foglie resistenti lunghe fino a 1 m e larghe circa 7 mm, molto ruvide.

Ancora oggi dalle nostre parti le sue foglie lunghe e tenaci si tagliano ogni terzo anno per fare lavori di intreccio e cordami. La stramma costituisce anche ottima materia prima per la carta. È conosciuta sin dall’antichità, ne parla persino Plinio il Vecchio nelle sue Naturalis Historiae. Quest’ erba dai nostri vecchi è stata utilizzata per molteplici usi: realizzazione di corde, recipienti per contenimento materiali (terreno, sabbia, stabbio). Essa è stata utilizzata persino in guerra riempita di sabbia e collocata a protezione delle trincee.

Preparazione del taglio con falcetto
Taglio della stramma avvenuto
Intrecciatura della stramma essiccata

Oggi dai pochi “strammai”, (lavoratori artigiani della stramma) viene utilizzata per diversi manufatti destinati all’utenza turistica: copribottiglie, fiaschi e damigiane; realizzazione di tappeti, scope, sporte, selle, ceste, funi, portabisacce e per arredi domestici quali portalampade, o borse per la spesa e bambole per bambine.

Uno "strammaio" con diversi utensili fatti di stramma e vinci
Utensili vari in stramma e vinci
Sottopentola di stramma
Sporta in stramma

Essendo molto diffusa sulle nostre colline per tantissimi anni ha permesso a chi sapeva lavorarla e intrecciarla di realizzare resistenti e pregevoli manufatti costituendo principale fonte di reddito per intere famiglie. Questo antico mestiere sta scomparendo e proprio per questo è nostra intenzione intervenire per non disperdere tale patrimonio tradizionale. Nell’era moderna di utilizzo spropositato della plastica che tanto inquinamento sta producendo con conseguenti disastri ambientali forse è importante dare il giusto valore ad un elemento naturale non inquinante per il suo utilizzo nelle attività quotidiane. La stramma ben può sostituire per molte cose la plastica e allora perché non recuperare le tradizioni dell’uso di questo materiale naturale da cui poter trarre oggetti utili e moderni e di uso comune?

L’Associazione Pro Loco vuole riprendere e recuperare questa arte povera diffusa nei monti Aurunci e sul territorio comunale e lo farà con un documentario da realizzare nel 2021 partendo dalla presentazione della stramma come erba, proseguendo con interviste e riprese dei lavori di trasformazione di essa in prodotti artigianali antichi da parte degli strammai con l’arte dell’intrecciatura e dimostrare come da questo prodotto naturale possano nell’epoca moderna nascere veri e propri capolavori.

Intreccio con la stramma – Scopa di stramma

È il caso, ad esempio dei capolavori della nota stilista e designer Lisa Tibaldi Grassi, che ha ricoperto per anni il ruolo di Creative Director in aziende di elegante Donna in Italia e all’estero, e che però ha scelto di tornare nella sua terra di origine dove lavora nell’Atelier di Santi Cosma e Damiano, Comune poco distante da Vallemaio, realizzando abiti sartoriali di alta moda e da sposa.

La stilista oltre ad essere presente in prestigiose riviste di moda ed aver vestito prestigiose trasmissioni televisive (“Uomini e Donne”, “Temptation Island” “Detto Fatto”, etc.) si è resa protagonista in collaborazione con l’ente Parco Naturale dei Monti Aurunci di una mostra itinerante dedicata alla Stramma, alla sua lavorazione tradizionale e soprattutto alla sua rivalutazione in chiave moderna dal sapore Fashion. Esposizione che ha avuto come location d’eccezione, tra le altre, il prestigioso Museo della Civiltà, Arti e Tradizioni Popolari di Roma.

Tra i manufatti esposti alla mostra, anche due originali abiti-scultura con la stramma, donati successivamente dalla creativa al Museo del Parco dei Monti Aurunci in Spigno. Grazie al successo ottenuto dalla mostra “Trama Aurunca…Emozioni e creatività di un territorio” la stilista Tibaldi Grassi ha deciso di fondare una start-up creativa dal nome evocativo “Terra Miadedicata alla produzione di accessori moda ecosostenibili di un alto artigianato dalla forte connotazione territoriale, rivolto ad un mercato internazionale del lusso.

Complice e stimolo per la creazione di questa start-up la partecipazione al bando Fondo della Creatività 2018 promosso dalla Regione Lazio – “Lazio Innova” che l’impresa Terra Mia ha vinto.

Oggi Lisa Tibaldi produce veri e propri gioielli con la stramma, con l’innovazione di prodotto e di processo, realizzando lavorazioni nuove ed originali.

Una dimostrazione di come un prodotto naturale del territorio possa diventare volano di sviluppo lavorativo moderno. Per il valore territoriale, etico, ecosostenibile, artistico e tradizionale Terra Mia ha ottenuto il riconoscimento del Patrocinio di importanti Enti Territoriali: Il Parco Regionale dei Monti Aurunci, Il Parco Regionale Riviera di Ulisse e la XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci. La Pro Loco perciò ha intenzione di procedere anche a interviste e riprese presso la stilista e luoghi da essa individuati e prescelti per divulgare i capolavori che possono nascere da questo prodotto naturale presente sul territorio.

In tal senso la stilista ha manifestato la sua disponibilità ed il suo sostegno all’iniziativa previa valutazione del prodotto che sarà realizzato attraverso il coinvolgimento dell’Ente Parco dei Monti Aurunci.

Lavori della stilista e designer Lisa Tibaldi Grassi

Anello con stramma
Abiti di stramma
Bracciale con stramma